Intervista a Leonard Nika

Nei giorni scorsi Leonard Nika, insieme al fratello Claudio, ha rappresentato l’Italia in occasione degli Europei di SUP di Peniche. A portato a casa un bronzo ed un argento, frutto di mesi di allenamento e contest. Sentiamo direttamente da Leonard com’è andata!

 

Ciao Leonard, ci racconti come sono andate queste giornate tra Peniche e Bilbao?

 

Se devo dirti la verità sono 4 mesi che faccio una gara ogni fine settimana, però se ci penso bene non avevo mai fatto una super settimana come quella di Peniche e Bilbao. E’ iniziata il 3 di giugno quando abbiamo fatto la traversata del lago di Ginevra. Ben 15 km di piatto, una gara con i migliori 20 atleti più forti al mondo.

Il lunedì tornato a casa a Lisbona ho avuto solo il tempo di caricare in macchina le tavole da Wave e Race per andare a rappresentare l’italia negli Europei di Peniche in 3 discipline insieme a mio fratello Claudio.

Qui incominciata il vero ‘’no pain no gain’’!!! Martedì gara Wave, mercoledì Wave, giovedì Technical Race di 4km e venerdì traversata oceanica di 15 km in mezzo alle mega onde di Peniche. Tutto questo per poi volare a Bilbao ed arrivare a mezzanotte: il tempo di prendere un panino e di trovare un hotel con una camera libera e 12 ore dopo ero già in acqua pronto a partire.

Non avevo la minima idea di come sarebbe andata però quella di Bilbao è da sempre una delle mie gare favorite e tutto ciò mi dava un po’ di sicurezza. In 4 anni a Bilbao sono salito 2 volte sul podio ma l’obbiettivo principale è sempre stato quello di vincere.

 

– Ti aspettavi di salire 2 volte sul podio?

 

Dopo un 6° posto a Thonon-Francia nella 15 km il sabato, un 4° posto negli sprint di 200m la domenica, ho passato la mia heat il martedì nella gara Wave a Super tubos-Portogallo e vinto la mia heat nel round successivo il giorno successivo.

Sono arrivato 4° nella Technical Race il giovedì, ed ho vinto il bronzo il venerdi nella Long Distace 15 km battendo Casper Steinfath.

La vera indecisione è stata: rimanere a Peniche per continuare gli Europei nella gara Wave e sperare di portare a casa un ottimo risultato o andare a Bilbao con la carica giusta per difendere la mia posizione nel ranking mondiale con i più forti atleti al mondo? La mia scelta è stata Bilbao… Portarsi a casa una un altro podio era un po’ come giocare al Superenalotto. Poteva succedere qualsiasi cosa ma mai mi sarei aspettato di arrivare sul podio e vincere l’argento battendo Connor Baxter fino ad ora invincibile da qualsiasi atleta europeo!! Sono veramente soddisfatto dei miei risultati. Sono sempre più convinto del fatto che basta credere davvero in se stessi per raggiungere i propri obiettivi.

 

– Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

 

Il prossimo weekend sarò a San Sebastian, in Spagna, e poi comincerò la preparazione per la terza tappa mondiale APP World Tour in Germania (30 giugno – 2 Luglio).

Il 9 di luglio farò un Clinic al Lago Maggiore aperta a tutti.

Inoltre ho ovviamente in calendario le tappe del Circuito Nazionale di SUP Racing della FISW: sarò sicuramente a Noli il 15 e 16 luglio e il weekend successivo a Santa Severa.

Agosto mi concentrerò al 100% sulla preparazione in vista degli ISA World SUP and Paddleboard Championship, in programma in Danimarca dall’1 al 10 settembre. Parteciperò in tutte e 3 le discipline: Sup Wave, Sup Long Distance e Sup Technical Race.

Infine, con ogni probabilità, ad ottobre andrò a gareggiare ai Paddle Pacific Games in California.

 

– Un consiglio per chi vuole avvicinarsi al mondo del SUP agonistico. Da dove dovrebbe cominciare?

 

Per fare il SUP agonistico ci vuole un carburante speciale: il ‘’divertimento’’. Il mio consiglio è quello di cominciare a fare SUP per il semplice motivo di fare sport a contatto con la natura.

Poi bisogna procedere per step. Se si sente il bisogno di maggiore adrenalina c’è il Circuito Italiano con tante tappe in giro per il nostro paese e con atleti sempre più forti.

Da lì, se le cose andranno bene, si può tentare il salto nel Circuito Europeo e in quello Mondiale ma senza mai dimenticare il vero carburante: il divertimento.

 

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